L’Obesità è una condizione medica caratterizzata da un accumulo eccessivo di grasso corporeo. È considerata una vera e propria “epidemia non infettiva” del nostro tempo, tanto da rientrare tra i principali problemi di salute pubblica.
Le conseguenze dell’obesità non riguardano solo l’aspetto estetico o sociale, ma anche una serie di rischi fisici: tra gli altri, aumentano le probabilità di ipertensione, dislipidemia, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, ictus, disturbi respiratori, alcune forme tumorali, osteoartrite e apnee notturne. Inoltre, l’obesità comporta un maggiore rischio di disabilità e mortalità globale.
Le cause dell’obesità
L’obesità ha un’origine complessa e multifattoriale: fattori genetici, metabolici, comportamentali (alimentazione, attività fisica) e ambientali contribuiscono in misura variabile nella sua comparsa e persistenza.
Le difficoltà nel perdere e mantenere il peso
Una strategia fondamentale nel trattamento dell’obesità è creare un bilancio energetico negativo: in poche parole, favorire una perdita di peso attraverso un’alimentazione controllata e una maggiore attività fisica. Tuttavia, solo modificare dieta e movimento spesso non basta.
Molti programmi riescono a far perdere una parte del peso, ma meno spesso a mantenere i risultati nel tempo. In genere, si osserva una perdita media intorno all’8%. Anche se una riduzione tra il 5 % e il 10 % del peso corporeo può già portare benefici sia fisici sia psicologici.
Il ruolo dei pregiudizi e della stigmatizzazione
Con l’aumento dei casi di obesità sono cresciuti anche stereotipi e pregiudizi: l’idea che le persone obese siano pigre, senza autodisciplina o responsabili esclusivamente della loro condizione è purtroppo diffusa.
Queste convinzioni negative si riscontrano in ambito lavorativo, scolastico e persino medico, e hanno effetti negativi sia sul piano fisico che psicologico. Le persone possono interiorizzare questi pregiudizi, perdere fiducia nelle proprie capacità di cambiamento, adottare stili di vita meno salutari e manifestare un peggioramento della qualità di vita. Bassi livelli di autostima, sintomi depressivi e ideazione suicidaria sono più frequenti tra chi è soggetto a stigmatizzazione legata al peso.
Psicoterapia e obesità
Dal momento che l’obesità è determinata da molteplici fattori — biologici, comportamentali, psicologici — i trattamenti che si focalizzano solo su dieta ed esercizio fisico risultano spesso insufficienti per ottenere e mantenere risultati duraturi. In questo contesto, la psicoterapia riveste un ruolo fondamentale. Ecco alcuni ambiti specifici:
Aspetti cognitivi: Spesso non basta la forza di volontà per cambiare stile di vita. I processi cognitivi – come le aspettative irrealistiche sulla perdita di peso, l’importanza data esclusivamente all’aspetto fisico, la difficoltà a mantenere abitudini salutari nel tempo – sono fattori determinanti nel successo o nel fallimento del trattamento. La psicoterapia aiuta a sviluppare abilità utili per instaurare e consolidare nuove abitudini, prevenire ricadute e affrontare situazioni critiche con strategie di coping.
Comorbidità psichiatriche: Numerosi studi evidenziano una forte associazione tra obesità e disturbi psichiatrici, nonché una qualità di vita ridotta che può ostacolare il processo di cambiamento.
Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge‑eating disorder / BED): Tra chi cerca un trattamento per l’obesità, una quota significativa presenta anche un BED. Questo disturbo è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, senza successiva eliminazione o compensazione. La presenza del BED peggiora la gravità della psicopatologia, aumenta le comorbidità e rende indispensabile un approccio psicoterapico specifico.
Eccessiva valutazione del peso e della forma corporea: Il valutare sé stessi quasi esclusivamente in termini di peso o forma del corpo (più che una semplice insoddisfazione corporea) è un fenomeno stabile, spesso associato a bassa autostima. Studi recenti hanno mostrato che questo atteggiamento è presente in circa il 20 % delle persone con obesità che non hanno un disturbo alimentare diagnosticato, in particolare nelle donne. Occorre quindi valutare e affrontare questo aspetto all’interno del percorso terapeutico.
Conclusione
Da quanto emerso, è chiaro che gli aspetti psicologici e psicopatologici sono centrali nel trattamento dell’obesità. Pur essendo una condizione con implicazioni mediche, metaboliche e comportamentali, l’obesità richiede anche un’attenzione specifica alla sfera mentale. I trattamenti che considerano solo gli aspetti biologici e comportamentali rischiano di risultare incompleti e meno efficaci a lungo termine.
In un percorso di cura integrato, la figura dello psicologo e della psicoterapia risultano fondamentali per:
lavorare sui processi cognitivi che ostacolano la perdita e il mantenimento del peso,
individuare e trattare eventuali disturbi psichiatrici comorbidi,
valutare la presenza di disturbi alimentari quali il BED,
affrontare aspetti quali la valutazione eccessiva del peso e della forma del corpo.
Se stai cercando un supporto professionale per intraprendere un percorso legato all’obesità o vuoi esplorare le componenti psicologiche del tuo rapporto con il cibo e il corpo, come psicologa a Milano, sono disponibile per accompagnarti in questo percorso.