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Parliamo di "regolazione emotiva"

Nel corso della vita, tutti noi proviamo emozioni di varia natura e tentiamo di gestirle in maniera più o meno efficace. Senza le emozioni la nostra vita sarebbe priva di significato.
Tutte le emozioni, positive o negative che siano, hanno una funzione filogenetica: favoriscono la sopravvivenza. Si pensi alla paura… questa ci motiva a fuggire da un pericolo imminente (es. uomo vs. animale feroce).

Quale è la loro funzione?

Le emozioni ci comunicano qualcosa sui nostri bisogni, frustrazioni, desideri, ferite, confini; ci motivano a cambiare, a superare delle difficoltà e a capire se siamo o meno soddisfatti.
Ci sono persone che però temono le proprie emozioni e si sentono spesso sopraffatte da queste. La preoccupazione principale è quella di essere incapaci di gestirle e di mettere in atto comportamenti efficaci.
Tutti, almeno una volta, abbiamo pensato: “Non dovrei sentirmi così”, “Devo smettere di pensarci”, o “Perché non riesco a controllarmi?”.

In realtà, le emozioni non vanno controllate, ma comprese. È qui che entra in gioco un concetto fondamentale, spesso al centro del lavoro psicoterapeutico: la regolazione emotiva.
Il problema, in fondo, non è il provare una determinata emozione negativa (es. ansia) ma piuttosto la capacità di riconoscere l’emozione, accettarla, servircene – se possibile – e continuare a funzionare a discapito della sua presenza.

Cos’è la disregolazione emotiva?

La disregolazione emotiva è la difficoltà di gestire ed elaborare in maniera efficace le emozioni. Questa incapacità porta ad aumentare eccessivamente il vissuto emotivo e impedisce di mettere in atto una strategia di coping funzionale.
Quando non riusciamo a regolare le nostre emozioni, tendiamo a reagire in modo impulsivo, a chiuderci, ad agire per evitare il dolore.

Regolare le emozioni significa quindi moderarne l’intensità per essere in grado di mettere in atto comportamenti che garantiscano un funzionamento produttivo.
Le strategie che ci permettono di maturare questa abilità variano da individuo ad individuo: alcuni modificano la risposta emotiva attraverso la rivalutazione cognitiva, mentre altri (chi si trova intrappolato in un vortice di emozioni) trovano più efficaci le strategie di riduzione dello stress, la mindfulness, l’accettazione.

Una capacità che si impara

Non tutti cresciamo in ambienti dove le emozioni sono accolte, nominate e valorizzate. Spesso ci sentiamo dire frasi come: “Non piangere”, “Non arrabbiarti”, “Dai, non è niente“. Svalutare e non accogliere le emozioni porta a non saper trovare la soluzione per affrontarle.
La buona notizia è che la regolazione emotiva è una abilità che si può apprendere nel tempo. Proprio come un muscolo, può essere allenata con pazienza, attenzione e — spesso — con l’aiuto di uno spazio sicuro come quello terapeutico.

Perché è così importante?

Una buona capacità di regolazione emotiva ci aiuta a:

  •  gestire meglio lo stress e i conflitti;
  • prendere decisioni più chiare;
  •  migliorare le relazioni affettive e familiari;
  • sentire di avere “più spazio dentro” per contenere ciò che viviamo.

In psicoterapia, una delle cose più preziose che accadono è proprio questa: imparare a stare con le emozioni. Spesso diciamo: “Non voglio più sentirmi così”. Ma, nel tempo, possiamo iniziare a scoprire che possiamo ascoltare l’emozione senza esserne travolti, che possiamo darle un posto, darle un nome.

La regolazione emotiva è un viaggio, e come tutti i viaggi importanti, può iniziare con un piccolo passo: fermarsi, respirare e chiedersi, con sincerità: “Cosa sto sentendo davvero?”

Come psicologa a Milano e online, sono qui per accompagnarti in un percorso di comprensione. Contattami per imparare a gestire le tue emozioni.

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