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Un fenomeno comune nella vita di molte persone è l’”overthinking” ovvero il “pensare troppo”. A tutti noi, in alcuni momenti di vita, può capitare di ritrovarsi intrappolati nei propri pensieri. Senza dubbio la capacità di riflette è un aspetto fondamentale della mente umana ma questo può rappresentare una difficoltà quando diventa un pensare eccessivo e ossessivo.

Cos’è l’overthinking?

In periodi stressanti, momenti di cambiamento e indecisioni, può capitare le preoccupazioni raggiungono livelli più o meno elevati. Queste ci portano a pensare continuamente a cosa avremmo potuto fare diversamente nel passato, come potremmo risolvere una situazione nel presente o come anticipare eventuali conseguenze nel futuro.

Il pensare diventa così una strategia per cercare di tenere tutto sotto controllo (“sto facendo la cosa giusta?”; “non sto forse sbagliando qualcosa?”).
In realtà questi pensieri non risolvono la situazione ma compromettono il nostro benessere psicologico. L’overthinking infatti danneggia la nostra sfera emotiva e la capacità di prendere decisioni, rendendoci meno fiduciosi e più in difficoltà (Randenborgh et al. – 2010).

Le forme dell’overthinking:

  • Rimuginio: quando i pensieri sono rivolti al passato. È il pensiero caratterizzato da rimpianti e risentimenti. “Ho fatto la scelta giusta?”
  • Ruminazione: quando i pensieri sono rivolti al futuro (nel breve e nel lungo termine), con contenuti di possibili eventi catastrofici. “E se non riuscissi a parlare all’esame?” “Mi sentirò mai realizzato?”

Chi è solitamente l’overthinker

Ci sono delle caratteristiche personali che predispongono ad avere la mente assillata dai pensieri. Queste sono:

  • Perfezionismo: un’analisi ossessiva di tutte le possibili scelte per la paura di non commettere errori.
  • Bassa autostima: evitare di sbagliare dubitando eccessivamente delle proprie capacità.
  • Stress: l’accumulo di stress (ambiente lavorativo, relazionale ecc.) può portare a un aumento dell’attività cerebrale, con una maggiore propensione a pensare eccessivamente.

I sintomi dell’overthinking

L’accumulo di pensieri può far emergere una serie di sintomi che impattano su mente, corpo e comportamento. Questi sintomi possono ostacolare il benessere mentale e interferiscono con la vita quotidiana; infatti, il pensare troppo può portare a:

Sintomi psicologici:

  • Aumento dell’ansia e senso di preoccupazione
  • Insicurezza nelle proprie scelte, con il bisogno continuo di conferme esterne;
  • Paura del fallimento
  • Difficoltà nel prendere decisioni

Sintomi fisici:

  • Tensione muscolare,
  • Mal di testa
  • Insonnia (difficoltà di addormentamento o risvegli notturni)
  • Disturbi gastrointestinali, come tensione addominale o problemi digestivi, legati alla connessione tra mente e intestino.

Sintomi comportamentali:

  • Procrastinazione, ovvero il rinviare continuamente le decisioni o le attività per paura di sbagliare;
  • Evitamento di situazioni stressanti, per timore di non essere all’altezza
  • Bisogno di rassicurazioni (chiedere costantemente conferme agli altri)

L’overthinking è spesso un problema difficile da affrontare da soli e un sostegno può fare la differenza.

Se ti riconosci in alcuni dei sintomi descritti o stai attraversando un momento difficile, non affrontarlo da solə. Come psicologa a Milano e online, sono qui per accompagnarti in un percorso di comprensione e per aiutarti ad uscire dalla trappola dei tuoi pensieri.

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